Scarica il report 2020

25 anni dalla parte delle foreste del mondo
Un momento dell'Assemblea Generale dei Soci di FSC Italia, celebrata a Castelfranco d'Oglio (CR) (Photo © Giulia Grotto)

Pubblicato il
21.07.2020

Tag
Comunità
Eventi
Storie

Era il 1994 quando il Forest Stewardship Council fu ufficialmente registrato come entità legale; il primo ufficio di rappresentanza, aperto nel cortile interno di un edificio a Oaxaca (Messico), era composto di sole 3 persone. 25 anni più tardi, è diventato la certificazione di gestione forestale e dei prodotti correlati più credibile al mondo, con sedi in oltre 80 Paesi.

Il Summit della Terra del 1992 a Rio è sicuramente ricordato come una delle grandi occasioni in cui a gran voce sono state chieste misure urgenti volte a ripensare modelli di produzione e consumo insostenibili. Purtroppo l’evento non riuscì a produrre un accordo per fermare la deforestazione, limitandosi a pubblicare un documento ufficiale non vincolante sui principi delle foreste.

In risposta a questo nulla di fatto un gruppo di imprese, ambientalisti e associazioni si unì per creare un concetto rivoluzionario: un approccio volontario e basato sul mercato volto a migliorare le pratiche forestali in tutto il mondo; quell’incontro segnò la nascita del Forest Stewardship Council e della gestione forestale responsabile.

Dal 1992 ad oggi ne è passato di tempo: in questi primi 25 anni FSC è cresciuta sia in termini di ettari di foresta certificata (più di 199.000.000) che di certificati di filiera (37.000), fino a diventare la soluzione più credibile e affidabile nella filiera dei prodotti in legno e carta e derivati per Governi, aziende e consumatori. Questi traguardi sono stati raggiunti attraverso un sistema di governance aperto e democratico, che mette insieme esigenze e istanze delle tre anime che compongono lo spirito di FSC (ambientale, sociale ed economica), ma anche attraverso approcci innovativi alle sfide poste al mercato e alla gestione delle foreste.

Tra questi, negli ultimi anni, vale la pena di ricordare l’introduzione del brand Forests For All Forever (2015), che ha permesso la trasformazione dei contenuti tecnici della certificazione in messaggi emotivi e valori positivi per il pubblico: un modo per avvicinare alle tematiche della gestione forestale responsabile un pubblico sempre più ampio e vario. Dall’altra parte, il nuovo brand rappresenta un potente mezzo di comunicazione e promozione per tutti le aziende e i detentori di una licenza di uso promozionale del marchio FSC, che possono ora costruire uno storytelling più coinvolgente attorno al proprio impegno ambientale e sociale.

È di due anni più tardi (2017) il lancio della Vancouver Declaration, una promessa pubblica fatta dalle Aziende di tutto il mondo che hanno deciso di lavorare per un approvvigionamento più sostenibile dei prodotti forestali e che hanno scelto FSC come garanzia di questa scelta. Importanti realtà come IKEA, H&M, SIG, Marks and Spencer, Jysk, Mitsubishi Paper Millsor e Fuji Xerox si sono impegnate a sostenere l’iniziativa, chiedendo a loro volta a partner e fornitori di fare lo stesso. Kim Carstensen, Direttore Generale di FSC International, ha commentato in occasione del lancio dell’iniziativa avvenuta durante la General Assembly 2018 “È fantastico vedere tutte queste grandi imprese che sostengono la Dichiarazione di Vancouver. Le nostre foreste sono una risorsa naturale meravigliosa ma delicata e molte persone dipendono dal loro uso sostenibile e responsabile. Con l’impegno di utilizzare prodotti in legno e prodotti forestali certificati FSC, i nostri partner ci stanno aiutando a proteggere le foreste del mondo – e il Pianeta – per le generazioni future”.

FSC si è dimostrata all’avanguardia anche nella parte di gestione forestale, attraverso l’introduzione di una verifica unica al mondo in grado di valutare (e quantificare) gli impatti positivi della gestione delle foreste su 5 servizi naturali fondamentali: acqua, suolo, biodiversità, carbonio e aspetti turistico-ricreativi – i cosiddetti servizi ecosistemici. Il nostro Paese, ricco di foreste e con un capitale naturale di inestimabile valore, è stato il primo al mondo a utilizzare questa verifica per quantificare gli impatti di gestione su 1.000 ettari di bosco sparsi tra Veneto, Trentino-Alto Adige e Lombardia.

La strada tuttavia è ancora lunga, e le sfide che si affacciano richiedono soluzioni sempre più all’avanguardia e innovative “Questioni come il climate change e la diminuzione della biodiversità nelle foreste del mondo stanno diventando sempre più pressanti. Ci dovremo impegnare più che mai per collaborare con i nostri soci, aziende, associazioni e altre realtà per fornire soluzioni a queste sfide. I nostri primi 25 anni sono il trampolino di lancio per i prossimi 25 anni, e per garantire che le foreste rimangano per le generazioni a venire” conclude Carstensen.