KPI AMBIENTALE

Foreste per tutti, per sempre


A dicembre 2017 sono 17 le aziende certificate secondo gli Standard di Gestione Forestale FSC in Italia, per un totale di 63.584 ettari: a livello regionale la distribuzione delle superfici certificate si concentra prevalentemente al Nord (Trentino-Alto Adige e Lombardia in testa) e al Centro (Toscana); ad esclusione delle isole, ad oggi non sono presenti invece certificazioni di gestione forestale attive nel Sud Italia. 

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Aziende certificate

secondo gli standard di Gestione Forestale FSC nell’anno 2017

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Ettari certificati in Italia

rispetto al 2016

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Tasso di rinnovo

di aziende che hanno rinnovato il rapporto con FSC

Una novità del 2017 è rappresentata dalla certificazione del Comune di Asiago, che con quasi 6.000 ettari costituisce una delle realtà forestali più significative in Veneto. Tra le altre realtà certificate per estensione spicca l’Unione di Comuni Valdarno e Valdisieve con i suoi 1.500 ettari ed una gestione orientata prevalentemente alla creazione e sviluppo di filiere locali.

Le più grandi realtà certificate risultano essere pubbliche o collettive, ovvero gestite negli interessi della comunità locale: tra queste, la Magnifica Comunità di Fiemme (MCF) è la più antica realtà certificata in Italia (1997), con quasi 20.000 ettari; seguono poi le aree boscate gestite da ERSAF Lombardia (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste), con circa 16.000 ettari; l’Unione di Comuni Montana Colline Metallifere (Toscana), con circa 15.000 ettari; i boschi del Comune di Asiago, che con quasi 6.000 ettari costituisce una delle realtà forestali più significative in Veneto e l’Unione di Comuni Valdarno e Valdisieve con 1.500 ettari.

Distribuzione delle aree certificate


Per quando riguarda la tipologia, ancora contenuta risulta essere l’estensione delle piantagioni forestali (1.932 ettari, pari a circa il 3% delle certificazioni attive), costituite esclusivamente da pioppeti e distribuite prevalentemente nell’area della Pianura Padana; queste aree si dimostrano tuttavia tra le più attive nel mercato in termini di volumi relativi venduti come certificati FSC. 

STORIE DI FILIERA

I boschi di Asiago e FSC

Leggi la storia
 

Le rimanenti realtà certificate hanno superficie inferiore ai 1.000 ettari: questa situazione rispecchia in parte l’elevata frammentazione del patrimonio boschivo nazionale, dove sono le proprietà pubbliche con superfici di medio-grandi dimensioni che consentono una certa continuità di gestione; per le realtà private è in aumento invece l’adesione alle cosiddette ‘certificazioni di gruppo’, specialmente per le coltivazioni pioppicole del Nord Italia. Interessante la certificazione di 752 ettari di Waldplus s.r.l: si tratta di una certificazione di gruppo caratterizzata, da una parte, da formazioni forestali orientate alla produzione (400 ettari circa) a cui si aggiungono, dall’altra, i circa 320 ettari di boschi litoranei di 8 comuni del Veneto Orientale (Caorle, Concordia Sagittaria, Eraclea, Quarto d’Altino, S. Donà di Piave, S. Stino di Licenza, Torre di Mosto e San Michele al Tagliamento) gestiti principalmente per la valorizzazione dei presenti nel territorio, tra cui il turismo green.  

I benefici che si ottengono dagli ecosistemi forestali possono essere misurati non solo sulla base dei volumi prodotti, ma anche e soprattutto in termini di servizi accessori legati all’ecosistema boschivo, tra cui la regolazione del regime delle acque, del clima, del ciclo dei nutrienti, assieme a tutti quei servizi ed elementi culturali che possono essere valorizzati per scopi turistico-ricreativi.

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Mantenere nel tempo la gestione responsabile


Uno dei fattori che caratterizzano una gestione forestale davvero responsabile è la persistenza di pratiche di gestione che producano benefici ambientali, sociali ed economici nel lungo periodo.

Tra i proprietari storici (coloro che hanno mantenuto la certificazione per almeno di 10 anni) certificati FSC, troviamo le seguenti realtà:


Magnifica Comunità di Fiemme
(TN – 19.602 ha)
Prima certificazione di Gestione Forestale FSC del nostro Paese, ha rinnovato la certificazione per più di tre volte dal 1997.


Selvamar s.s.
(PG – 159,48 ha)
Ha rinnovato la certificazione per più di 2 volte dal 2003.


Sughereta sperimentale Agris Sardegna
(OT – 66 ha)
Ha rinnovato la certificazione per più di due volte dal 2005.


Azienda Agricola Rosa Anna e Rosa Luigia s.s.
(MN – 326,63 ha)
Ha rinnovato la certificazione per più di 2 volte dal 2006.


Partecipanza dei Boschi di Trino
(VC – 591,17 ha)
Ha rinnovato la certificazione per più di due volte dal 2006.

 

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Il nuovo standard di Gestione Forestale Nazionale


La certificazione di Gestione Forestale responsabile assicura che una foresta o una piantagione forestale siano gestite nel rispetto di rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. Tali standard si basano sui 10 Principi e 70 Criteri (P&C) di buona gestione forestale, definiti e mantenuti aggiornati da FSC con la partecipazione di tutte le parti interessate. I P&C sono validi in tutto il mondo ed applicabili a diversi ecosistemi forestali e tipologie di gestione così come ambiti culturali, politici e legislativi.

Fino al 2017 l’Italia non aveva uno Standard Nazionale di gestione forestale approvato: questo vuoto ha in parte rallentato la certificazione di Gestione Forestale FSC in Italia e favorito la nascita di standard ad interim. Dal 2016 tali standard transitori non sono più applicabili; si è reso dunque necessario completare l’elaborazione degli indicatori per il contesto italiano. A partire dal 2015, abbiamo quindi lavorato allo sviluppo di uno Standard di Gestione Forestale, con l’obiettivo di trasferire gli indicatori nazionali esistenti o crearne di nuovi sulla base dei nuovi P&C FSC, tenendo in considerazione le differenti tipologie di gestione forestale e le diverse necessità del settore in Italia.

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Il Gruppo di Lavoro Nazionale


Ai fini dello sviluppo di uno Standard nazionale è stato costituito un gruppo di lavoro formato da nove soci rappresentati delle tre camere decisionali di FSC Italia (ambientale, sociale ed economica), con il supporto operativo di un gruppo tecnico, composto da esperti del settore.

Camera ambientaleCamera socialeCamera economica
Antonio PollutriFederica BarberaGraziano MartelloPaolo AcciaiMiriam TencaLiviu Amariei
Socio individualeLegambienteCONAF – Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e ForestaliFILCA-CISL Federazione Italiana Lavoratori Costruzioni e Affini - Confederazione Italiana Sindacati LavoratoriAzienda Agricola Rosa Anna e Rosa LuigiaAstracademy - Organizzazione specializzata nella formazione online per schemi di certificazione internazionali
Esperto del settore forestale (WWF Italia)Esperta del settore ambientale (progettazione)Consulente forestale e Rappresentante dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e ForestaliRappresentante dei sindacati con esperienza di lunga durata nel settore dell’ industria di trasformazione del legnoGestore di una piantagione di pioppo e produttore di legno compensatoEsperienza di lungo termine nella certificazione forestale (attività di formazione sulla certificazione FSC)
L’approvazione definitiva dello Standard, prevista inizialmente per Aprile 2017, è stata successivamente posticipata a Luglio 2017 con ulteriore revisione da parte del Gruppo di Lavoro nel Settembre 2017, ed è arrivata infine il 23 Ottobre 2017.

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Gli indicatori


L’iter di definizione del documento ha coinvolto numerosi portatori d’interesse, attraverso due consultazioni pubbliche ed una serie di incontri di sensibilizzazione locali: in totale sono stati raccolti più di 350 commenti rappresentativi degli interessi ambientali, sociali ed economici legati alla gestione forestale del nostro Paese.

Indicatori suddivisi sulla base dei Principi FSC e degli ambiti di interesse
Categorie di portatori di interesse coinvolti nelle consultazioni pubbliche
Indicatori approvati, suddivisi per ambiti di interesse

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Novità e opportunità


Il nuovo Standard FSC di Gestione Forestale per l’Italia è un documento normativo composto da 184 indicatori, suddivisi sulla base degli interessi ambientali, sociali ed economici che caratterizzano una gestione forestale responsabile. Il documento, approvato e pubblicato nella versione inglese il 21 Novembre scorso, è stato poi tradotto in italiano.

Il nuovo standard FSC mira a sistematizzare tutte le attività che ruotano intorno alla gestione della risorsa forestale. Tra le maggiori novità introdotte infatti troviamo: 


Genericità

Il documento è applicabile all’intero territorio nazionale e andrà a sostituire gli Standard temporanei in vigore redatti dagli Enti di Certificazione operanti in Italia e accreditati per la certificazione FSC.


Multifunzionalità

Lo Standard è applicabile a tutti i popolamenti e le tipologie forestali, incluse le piantagioni, per le quali non vi sarà più un Principio dedicato (Principio 10), ma dovranno essere rispettati tutti gli Indicatori dello standard, con particolare riferimento a quelli sviluppati ad hoc.


Analisi del rischio

Indicatori specifici sono stati pianificati secondo un approccio basato sul rischio, con riferimento all’estensione e all’intensità delle operazioni forestali.


Programmazione

Il Piano di Gestione è un documento di sistema che richiede di includere valutazioni sulle risorse ambientali, sociali ed economiche, gli obiettivi e le attività di gestione programmate.


Monitoraggio

Il Piano di Gestione deve includere un programma di monitoraggio che permetterà di rivedere la politica, gli obiettivi e le pratiche di gestione sulla base di una logica di adattamento alla variabilità delle condizioni ambientali e agli impatti negativi derivanti dalle operazioni forestali.


Conservazione

Sono stati definiti nuovi requisiti ambientali che mirano a ripristinare le specie native e le associazioni di specie tipiche del luogo, comprendendo almeno il 10% della superficie gestita.


Approccio ecosistemico

La certificazione FSC potrà essere estesa anche ai servizi ecosistemici che derivano dalla gestione forestale responsabile, inclusi i servizi di regolazione del clima, della qualità dell’acqua, della formazione del suolo e mitigazione degli impatti climatici.


Sostenibilità

Lo Standard introduce Indicatori per la promozione della parità di genere nelle pratiche d’impiego, nelle opportunità di formazione, nei processi di coinvolgimento e nelle attività di gestione.

 
Un ruolo fondamentale è riservato al Piano di Gestione che viene definito ‘documento di sistema’ e dove sono riportate le valutazioni preliminari delle risorse ambientali, sociali ed economiche che caratterizzano la superficie forestale oggetto di certificazione.
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