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ERSAF valorizza i boschi con i servizi naturali
Il sentiero Spirito del Bosco, all'interno della foresta di Corni di Canzo gestita da ERSAF Lombardia (Photo © Matteo Rapella).

Pubblicato il
16.07.2020

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Comunità
Foreste

L’Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e Foreste della Regione Lombardia - ERSAF gestisce un patrimonio forestale di 16.594 per un totale di 20 aree, 35 alpeggi, 470 km di sentieri e 238 km di strade forestali, allo scopo di valorizzare la filiera e come complemento allo sviluppo di azioni di comunicazione e promozione territoriale. Nel 2019 ha deciso di applicare la verifica FSC dei servizi naturali di queste aree per quantificare gli impatti positivi della buona gestione forestale su aspetti come sequestro della CO2 e protezione delle risorse idriche.

La crisi climatica e i suoi effetti hanno posto molti interrogativi sul futuro del nostro Pianeta, ma anche evidenziato il ruolo di alberi e boschi come elementi imprescindibili di strategie di lungo periodo mirate al contenimento del global warming. In particolare, la scoperta della multifunzionalità delle aree verdi permette di ripensare l’approccio alla gestione di queste aree, da cui oltre che ai prodotti come carta e legno traiamo servizi conosciuti come ecosistemici o naturali: stock di carbonio; conservazione del suolo, della biodiversità e della qualità dell’acqua, preservazione delle funzionalità turistico-ricreative e sociali. Secondo alcuni dati inoltre, il valore dei servizi offerti dal capitale naturale si aggira tra i 125.000 e 145.000 miliardi di dollari, e apre la strada a opportunità di valorizzazione in termini di ripristino delle risorse, qualità delle stesse e resilienza dei territori.

Lo sa bene ERSAF Lombardia, che a partire dalla Carta delle foreste di Lombardia Per una gestione sostenibile e durevole delle Foreste e degli Alpeggi Demaniali Regionali, documento sottoscritto con la Regione nel 2004 e 39 Comuni lombardi, ha composto un piano pluriennale di gestione attiva del patrimonio boschivo lombardo attorno a 10 Princìpi di gestione e 16 Impegni. Uno dei primi impegni specifici previsti dalla Carta è stata la certificazione di gestione forestale FSC, ottenuta nel 2009, attraverso la quale ERSAF si è dotata di standard di qualità gestionali e forme aperte di partecipazione nella definizione di un progetto “condiviso con il territorio, [costruito su] un sistema a rete […], trasparente e responsabile” (cfr. ERSAF Lombardia, Risultati della gestione delle FdL a 15 anni dalla firma della Carta delle Foreste, 20 maggio 2019).

I risultati di questo impegno hanno portato negli anni, da una parte, ad una maggiore valorizzazione dei prodotti legnosi e non legnosi; dall’altra, ad aumentare lo stock di carbonio del 18% fino a superare nel 2019 i tre milioni di tonnellate di CO2 assorbite, pari alle emissioni annuali medie di oltre 184.000 auto. ERSAF si è impegnata a mantenere lo stesso trend di crescita per i prossimi dieci anni, contribuendo così in modo determinante ad eliminare dall’atmosfera importanti quantità del principale gas climalterante e migliorando la qualità dell’aria.

Non solo: la corretta gestione della foreste ha anche portato ad un piano per la conservazione di 30 sorgenti ad uso potabile, salvaguardate da degrado e contaminazione. Questi due elementi (CO2 e acqua) sono stati valutati e garantiti tramite la verifica dei servizi ecosistemici di FSC, uno strumento inaugurato nel 2018 e che permette di valutare gli impatti positivi della gestione forestale responsabile sui servizi naturali offerti dalle foreste, di produrre dichiarazioni verificate su questi impatti e di attrarre così partner pubblici o privati interessati a contribuire al progetto.

“La verifica dei servizi ecosistemici rappresenta il riconoscimento di un impegno per il quale ci spendiamo da anni” ha dichiarato Enrico Calvo, Direttore di Ersaf Lombardia, confermando “In futuro sarà sicuramente estesa anche ad altri aspetti. La certificazione è un importante strumento per aumentare la consapevolezza dei cittadini rispetto al valore delle foreste, ed una possibilità per attrarre risorse per il mantenimento e il miglioramento dei benefici offerti a tutta la società”.

I primi boschi, in Italia e nel mondo, verificati secondo questa procedura per tutti i 5 servizi ecosistemici sono stati nel 2019 quelli di alcuni piccoli proprietari di aree forestali planiziali riuniti nel gruppo di certificazione Waldplus, per un totale di quasi 1.000 ettari distribuiti tra Veneto, Trentino-Alto Adige e Lombardia. Qualche mese più tardi, la stessa verifica è stata estesa a dei pioppeti di un’azienda fra Mantova e Parma, di cui sono stati valutati stock di carbonio (1.866 tonnellate), conservazione del suolo dall’erosione (123 tonnellate) e valorizzazione di aree a scopo turistico-ricreativo (352 ettari).